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Dopo l’articolo apparso il 14 gennaio 2014 sul quotidiano Metro, in cui il ing. Acerbo, Commissario Delegato alle Opere Infrastrutturali di Expo 2015 S.p.a., commenta le recenti proteste dei Comitati cittadini contro il canale della Via d’acqua e i progetti alternativi proposti da Italia Nostra, la Sezione ha scritto al Sindaco di Milano Giuliano Pisapia.

Riportiamo di seguito la lettera inviata al Sindaco.

Una precisazione all’intervista dell’ing. Acerbo al quotidiano “Metro” del 14 gennaio 2014

Ci sorprendono le dichiarazioni dell’ing. Acerbo al quotidiano “Metro” a proposito della Via d’Acqua che ancora sostiene la non realizzabilità della variante del tracciato e di forma del canale proposta dalla nostra Associazione.
La proposta di Italia Nostra, avanzata ormai da quasi tre anni e sempre negata da Expo, è stata sviluppata a partire da una lunga esperienza nel progetto di paesaggio e nella gestione delle acque da parte dei nostri tecnici, ed è supportata da un rilievo topografico sul tracciato. Infine la sua realizzabilità idraulica è stata ulteriormente confermata (a seguito di richiesta dell’ing. Acerbo) dal prof. Renzo Rosso ordinario e dal prof. Carlo De Michele associato di Costruzioni Idrauliche del Politecnico di Milano con documento di asseverazione inviato a Expo e all’Amministrazione comunale inviata in data 8 giugno 2013.

In un momento così delicato sostenere tesi non veritiere contribuisce ad inasprire gli scontri in atto e a spostare sul piano della contrapposizione politica un tema che dovrebbe invece vedere un confronto di merito e di contenuti.

Italia Nostra Milano Nord

Per maggior chiarezza, riportiamo anche l’articolo apparso su Metro il 14 gennaio 2014 a firma Andrea Sparaciari.

Metro - 14 gennaio 2014

Metro – 14 gennaio 2014

EXPO: bloccati da 300 persone
«Dietro alle polemiche sulle Vie d’Acqua ci sono solo speculazioni politiche». È netto Antonio Acerbo, Commissario Delegato alle Opere Infrastrutturali di Expo 2015 S.p.a., nel commentare le polemiche di questi giorni sul cantiere che dovrebbe portare acqua a sito dell’Esposizione. Un fossato contro il quale si sono schierati alcuni comitati intenzionati a “difendere – dicono – i parchi pubblici”.

Dottor Acerbo, perché le polemiche sono scoppiate a un anno dall’evento?

Perché dietro c’è la politica. C’è la volontà molto chiara da parte di alcuni di voler allungare i tempi per far fallire il progetto Expo in vista delle elezioni europee. Il progetto “Vie d’Acqua” risale infatti al 2007. È stato discusso nelle zone sei, sette e otto, è stata fatta una conferenza di servizi, è stato presentato di nuovo ai parlamentini locali, è andato a bando e ora è partito il cantiere. Protestare e pensare di bloccare ora il cantiere è follia.

Tuttavia i cittadini sono sul piede di guerra…

Si tratta di alcuni comitati, 200/300 cittadini in tutto. Non della maggior parte dei residenti. Non sono in 10mila a protestare. In questo però abbiamo una responsabilità: abbiamo fatto troppi tavoli tecnici e poca divulgazione.

I comitati vi accusano di non voler abbracciare il piano di Italia Nostra a loro dire molto meno invasivo…

Quel piano non è percorribile. L’associazione l’ha elaborato in base a documenti incompleti. Abbiamo verificato la fattibilità, ma non si può fare! Per esempio, prevedrebbe di utilizzare un canale posto a Est nel Parco delle Cave, ma ciò vorrebbe dire andare a intervenire in una porzione di città che è appena stata risistemata.

Oggi incontrerete di nuovo i consigli di zona, c’è margine per ulteriori aggiustamenti?

Quelli ci sono stati in passato, quando abbiamo modificato il progetto in base alle richieste delle zone, come nel parco Pertini. Oggi è difficile, si possono recepire alcune modifiche minori, ma il cantiere entro fine mese deve riaprire!

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One thought on “Via d’acqua/15: lettera al Sindaco

  1. ipotesi: non è che la zona “risistemata” corrisponde ai nuovi complessi edilizi di pregio costruiti pochi anni fa? Vedersi costruire un canale di cemento che per la maggior parte dell’anno risulterebbe con acqua stagnante sicuramente e giustamente dà fastidio a chi ha comprato casa fronte parco spendendo molti soldi. Se si costruissero canali naturali e non artificiali probabilmente la variante proposta risulterebbe fattibile (o meglio digeribile ai nuovi abitanti). Ma evidentemente lo scopo primario è quello irriguo e quindi la cementificazione è anche giustificabile (ma mi chiedo come facevano ad irrigare i campi i nostri nonni senza cementificatre, mah?). Ma forse più a monte c’è un problema di immagine (questa veramente tutta POLITICA) per finire le opere expo “eco-restyling” entro il tempo massimo, opere progettate con enorme ritardo discutendo su pretese di uffici direzionali in centro città e divulgando per mesi sui media i soliti indecifrabili rendering. Di conseguenza per chiudere i lavori si forza la mano (vedi accuse di ingerenza politica e forse fra un pò di terrorismo anti-TAV) per far accettare il tutto alla popolazone residente.
    Ormai la cosa visti i tempi stretti sarà portata a termine come da progetto originale, spero almeno che a lavori finiti non ci si trovi con uno scolmatore ripugnante (tipo quello Nord-Ovest che taglia il Bosco in città) a cielo aperto nei due migliori parchi realizzati negli ultimi anni. Allora si che stavolta la valutazione sarebbe tutta politica con il rimpianto che forse meno devastanti sono stati gli anni di completo immobilismo!

    P.S. ammettere che in fondo non si è dialogato con la popolazione e si è pensato solo al lato tecnico della cosa non è che sia un peccato così tanto veniale.

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