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Il progetto alternativo di tracciato non è stato accolto. Ma non cediamo e attendiamo le ruspe per….

Fin dai primi giorni di avvio della sua attività, nello scorso febbraio, la nuova Sezione di Italia Nostra Milano Nord ha dedicato il massimo impegno al tema della Via d’Acqua di Expo 2015, opera che presenta un costo esorbitante rispetto alle funzioni che svolge e in particolare ci siamo occupati del tratto di attraversamento dei parchi a ovest della città, Trenno Bosco e Parco delle Cave.

manifestazione 5 maggioAbbiamo pubblicato sul nostro Blog la sequenza di resoconti e documenti, che evidenziano perplessità , dissensi, suggerimenti espressi anche in sedi istituzionali, come il  Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e la Sopraintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali, ed una Proposta di Variante che riprendendone indicazioni paesaggistiche al limita i danni dell’opera. La proposta di variante curata dalla Sezione con il Centro Forestazione Urbana, è stata confermata nella fattibilità idraulica dai docenti di costruzioni idrauliche del Politecnico di Milano.

Italia Nostra, fin dal concretizzarsi del progetto della Via d’Acqua, quando si era delineata la non volontà di utilizzare o valorizzare il reticolo idraulico naturale e artificiale esistente sul territorio a favore di una soluzione con tracciato nuovo invasivo e prepotente nel progettato taglio dei Parchi, aveva espresso il suo parere negativo sull’opera così proposta.

Ma negli ultimi mesi la “battaglia” si è focalizzata nella proposta di una variante di tracciato e di forma con la richiesta ben motivata, di riprendere il reticolo idrico storico del territorio e nel Parco delle Cave recuperare il canale esistente ad est del parco, realizzato dal Comune di Milano negli anni ’90 e mai utilizzato e giudicato idoneo anche dagli esperi idraulici del Politecnico. Molti gli incontri con gruppi di cittadini e associazioni, il comitato dei Referendum Ambientali, con i quali abbiamo promosso una manifestazione pubblica il 5 maggio che è stata registrata da un ampio servizio del Tg Lombardia. Ma soprattutto tantissimi gli incontri con i dirigenti Expo, con gli Assessori del Comune di Milano, con i Consigli di Zona, i contatti con i Ministeri competenti, il Sottosegretario all’Expo, con giornalisti e opinion leader per sensibilizzare tutti.

Una vera e propria battaglia per convincerli del grave danno ambientale e paesaggistico che il tracciato della Via d’Acqua (canale piste ciclabili e terrapieni avranno larghezza tra gli 8 e i 15 metri) recherà al Parco delle Cave, per un tratto di circa 2,5 km, nella stretta striscia di parco che esiste tra i laghetti e l’abitato di Baggio. Una barriera, una ferita, un ingombro tanto più criticabile quanto più si pensa che con buona volontà, impegno e buona gestione del progetto… poteva essere evitato o quanto meno limitato, con una soluzione possibile e tanto più rispettosa dall’ambiente.

Parliamo oggi al passato perché ci risulta che la proposta di Italia Nostra Milano Nord non sia stata ascoltata e che nel frattempo i lavori per il tratto sud della Via d’acqua siano stati assegnati per un importo che si aggira sui 40 milioni di euro.

Noi andiamo avanti nel nostro impegno con la speranza di avervi con noi tutti nel continuare la protesta anche quando inizieranno i lavori.

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One thought on “Via d’acqua/11: la nostra battaglia

  1. Pingback: In vino veritas – L’AcquaBuona » Prima pagina » Expo 2015: facciamo le vie di grano al posto delle vie d’acqua

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