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Il 26 febbraio scorso una delegazione dell’Associazione Italia Nostra e del Centro di Forestazione Urbana- Boscoincittà, ha accompagnato in un sopralluogo nelle aree del Parco delle Cave e del Boscoincittà, i responsabili del progetto Via d’Acqua ing. Antonio Acerbo e l’arch. Anna Rossi di Expo 2015.

La Via d’Acqua, opera expo che collega il sito dell’esposizione alla darsena, presentata in un primo tempo ai milanesi come un grande naviglio leonardesco navigabile, è oggi nel progetto finale, che sta per essere appaltato, un canale secondario del Villoresi che attraversa parchi pubblici e aree cittadine.

Nella zona ovest della città il canale taglia una serie di parchi: il Parco Pertini nel quartiere Gallaratese, il parco di Trenno, il Boscoincittà ed il Parco delle Cave, che insieme costituiscono la cintura verde ovest Milano compresa nel Comparto 1 del Parco Agricolo Sud Milano

L’opera – uno dei più conclamati simboli di Expo – è di ingenti dimensioni e, tra canale e zone di rispetto, copre larghezze variabili da 8 a 14 metri e profondità che raggiungono anche i 3 metri. Opera quindi sovradimensionata anche in rapporto alla sua funzione di trasferire limitate portate (nell’ordine di circa 2,7 mc./sec.) alle quali corrisponde un battente d’acqua, cioè un ‘altezza del corpo idrico, di circa cm.50.

Durante il sopralluogo con il bel sole di martedì scorso sui prati che dopo la neve già mostravano i primi fiori azzurri, i responsabili tecnici del Centro Forestazione Urbana di Boscoincittà hanno ben reso evidente agli interlocutori di Expo come il tracciato della Via d’Acqua spesso contraddica la forma e l’aspetto paesaggistico e la stessa attuale fruizione da parte dei cittadini, dei territori di cintura: spesso non riprende i tracciati storici dei fontanili, si affianca a canali esistenti di ben più modeste dimensioni, annullando il senso di un ricco sistema irriguo che da secoli struttura la forma del paesaggio periurbano milanese.

Nel Parco delle Cave la trincea che la Via d’Acqua andrà a costituire si interpone tra l’abitato di Baggio e i prati e gli specchi d’acqua del parco, determinando un vero e proprio “taglio” della larghezza sopra indicata che, tra l’altro, va ad occupare quasi tutto lo spazio oggi esistente tra l’abitato e i laghetti. Una ferita che non sarà rimediabile e che altera gravemente quanto già realizzato con tanta fatica e negli anni.

Sulla base delle problematiche sopra riassunte, legittimate da una approfondita conoscenza del territorio da parte del CFU- Italia Nostra, nell’incontro con l’ing. Acerbo e con l’arch. Rossi sono state formulate delle proposte che consentirebbero di limitare i danni più gravi e di adottare, almeno per l’area considerata, soluzioni più semplici ed economiche per la realizzazione dell’opera programmata.

Resta da verificare la possibilità effettiva di procedere a una radicale modifica del progetto sia per migliorare la qualità complessiva dell’intervento sia per limitare lo spreco di ingenti risorse pubbliche, come già evidenziato da Italia Nostra nelle sue numerosi azioni e proposte sviluppate sul tema dell’Expo. Luisa Toeschi Italia Nostra Sezione Milano Nord

(luisa toeschi)

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